Progetto Se.Me.

Sabato 21 gennaio si terrà presso il nostro spazio sociale l’Assemblea dei soci del Progetto Se.Me., un’associazione nata nel 2005, senza finalità di lucro, che ha come scopi principali la diffusione di un nuovo concetto di denaro, basato sulla sua natura di mero strumento per il conseguimento di beni ed utilità, nonché l’autopromozione e il miglioramento dell’esistenza di ciascuno. L’Associazione opera appoggiandosi alla Mutua Auto Gestione – MAG Firenze. [1]

 

Il Progetto Se.Me.

Il percorso ha avuto inizio nell’autunno 2004, quando un gruppo di volontari delle comunità di Settignano e Ponte a Mensola (da cui il nome Se.Me.) ha iniziato una riflessione critica sull’uso del denaro, proseguita mediante una feconda collaborazione con il Fondo Etico delle Piagge e l’esperienza di microcredito da esso fondata. La riflessione generò la volontà di promuovere un’attività di microcredito nelle comunità di riferimento, allargata poi all’intero Quartiere 2 grazie ai sempre più frequenti contatti con associazioni, circoli e parrocchie operanti sul territorio.

 

Si è partiti osservando come il denaro, la cui circolazione è incomparabilmente più libera di quella delle merci e delle persone, sia sempre più svincolato dalla produzione di beni e servizi e sempre più indirizzato alla speculazione finanziaria. Tale modo di concepire il denaro lo rende fine a se stesso e metro del valore di ogni cosa, comprese le persone, allargando a dismisura la forbice tra chi ha accesso alle risorse, al denaro ed al credito, e chi invece ne rimane escluso.

 

Da qui la necessità di diffondere un nuovo concetto di denaro, basato sulla sua natura di mero strumento per il conseguimento di beni ed utilità e per l’autopromozione e il miglioramento dell’esistenza di ciascuno. Nella misura in cui il denaro sopravanza questi scopi, è importante che esso confluisca in un sistema creato in favore dei soggetti più svantaggiati. È altresì importante che tale circuito sia caratterizzato dalla più ampia trasparenza e partecipazione, acciocché ognuno non  solo sia a conoscenza della destinazione del proprio denaro, ma possa anche contribuire a determinare tale destinazione.

 

L’azione di microcredito di Se.Me. è resa possibile da un capitale raccolto tra i soci fondatori; questo capitale, a seguito di accurata istruttoria, viene prestato nella misura massima di euro 2.500,00 a persone che si trovano in situazioni di difficoltà imprevista e non strutturale. Non vengono applicati interessi, e l’unica garanzia che viene richiesta è quella relazionale: viene richiesto che il richiedente sia accompagnato da una o due persone che si rendano garanti relazionali, cioè che dimostrino di avere con il richiedente una relazione tale da poter “mettere la mano sul fuoco” riguardo la restituzione del prestito (che può avvenire attraverso piano di rientro articolato fino a 36 mesi). La restituzione del prestito è infatti il cardine su cui ruota tutto il meccanismo, e quel che permette la concessione di nuovi prestiti.

 

Se.Me. e Fòrimercato

Nella fase in cui il gruppo fondativo di quella che sarebbe divenuta Rete Sociale Forimercato stava iniziando a intrecciare relazioni con una serie di realtà che operavano nell’ottica della solidarietà e della ricostruzione di un tessuto sociale, si verificò quasi naturalmente l’incontro e poi la stretta collaborazione con il Nodo MAG del Quartiere 3 (che si riunisce presso la struttura “Il Porto” di Piazza Elia Dalla Costa) e poi con il Progetto Se.Me.. Quella tra Rete Sociale Fòrimercato e Se.Me. è anzi la prima tessitura di quello che sta diventando la Rete sociale, basata su una condivisione piena di obiettivi e modalità e sulla reciproca partecipazione alle iniziative.

 

Superando la stretta logica territoriale che limitava il campo d’azione di Se.Me. al Quartiere 2, il Progetto svolge spesso ormai le proprie riunioni e assemblee nello spazio sociale, presso il quale ha anche aperto un centro di ascolto per le persone che richiedono prestiti (il lunedì pomeriggio dalle 16 alle 19).

 

Marco Toccafondi

[1] Le MAG non sono organizzazioni caritative, ma imprese capaci di stare sul mercato. Non concedono finanziamenti a fondo perduto, ma prestiti veri e propri. Lo spirito con cui operano è però completamente diverso dalla logica del profitto che domina la finanza. Nella valutazione della concessione del prestito viene verificato in modo prioritario l’impatto sociale ed ambientale dei progetti realizzati e grande importanza viene data alle relazioni ed al rapporto fiduciario tra i soci. Per chi ha dubbi sulla “sicurezza” dell’investimento nelle MAG e nella finanza etica in genere basti sapere che il tasso di sofferenze (prestiti non restituiti) varia tra lo 0 e l’1%, rispetto ad un tasso tra l’8 e il 10% delle banche.

 

 

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