Per un scuola Popolare. Nuove mappe per il futuro

Vorremmo, noi tutti, iniziare un percorso di riflessione e formazione collettiva, che attraverso lo studio del passato e l’analisi del presente, ci permetta di ridisegnare nuove mappe per il futuro, all’interno di una società fortemente trasformata. Un lavoro lungo, ma necessario. Un lavoro che vorremmo condividere con tutti coloro che sentono questa necessità, siano essi singoli o gruppi più o meno strutturati. Il percorso è tutto da definire e costruire.

Ci vediamo per un primo confronto Lunedì 4 Novembre, alle ore 21.00 presso la nostra sede in via Di Ripoli 96.

Siete tutti invitati. inutile dirvi che per l’occasione ci faremo una bella fettunta con il nostro olio novo!!

giriamo la bozza del progetto, scritta da Andrea Bagni


Quello che qui proponiamo è il progetto di una educazione popolare che scommetta sull’esistenza di un desiderio diffuso di approfondimento delle tematiche centrali di oggi. Di riflessione collettiva. Un desiderio che può incontrare competenze e disponibilità, altrettanto diffuse, a creare luoghi di confronto e conoscenza condivisa.

Nel dibattito pubblico che attraversa i media di oggi è difficile non vedere uno scadimento profondo della qualità dei discorsi. C’è addirittura oggi chi parla di una società della post-verità, nella quale non ci sono più autorità e competenze riconosciute e si può dire qualunque cosa: tutto diventa opinione accanto ad altre opinioni. E se qualcosa viene ripetuto e ripetuto con insistenza, alla fine tende a diventare verità.

Nell’epoca della post-verità, dove uno vale uno anche nel campo della conoscenza, perfino il classico conflitto fra scienza e religione è superato, paradossalmente, nel senso che non si crede più né alle affermazioni della scienza né a quelle della religione.

E però noi non crediamo che tutto questo abbia cancellato il bisogno di capire qualcosa di più delle tematiche che sono al centro della discussione collettiva. Non pensiamo abbia oscurato il desiderio di approfondire ed elaborare in modo personale – all’interno di un discorso collettivo – i termini delle questioni che attraversano il mondo di oggi. Fuori ovviamente da ogni intento accademico, ma anche un po’ al di sopra della trattazione mediatica dominante, dominata spesso da modelli di comunicazione approssimativi e superficiali. eUn percorso possibile di auto-formazione, in un certo senso, che parta da una introduzione tematica e poi si apra alle domande, al confronto di opinioni, ai dubbi e ai possibili sviluppi della riflessione.

Un tempo esistevano luoghi in cui le persone potevano incontrarsi per discutere, confrontarsi, capire meglio la propria storia e la società, sviluppare proprie idee riguardo ciò che avveniva intorno a loro. Allora anche i messaggi che arrivavano dalle istituzioni e dai media non trovavano solo individui isolati davanti a una televisione o un computer, nella loro triste solitudine culturale, ma erano discussi, riflettuti in uno spazio collettivo. Erano circoli, case del popolo, società di mutuo soccorso, l’associazionismo diffuso. Ci sembra oggi si sia un po’ sfilacciato questo tessuto, disperso forse, comunque impoverito.

E tuttavia a noi non pare che sia scomparso quel bisogno e quel desiderio di conoscenza, riflessione collettiva e scambio interpersonale.

social che oggi sono centrali come tutti sappiamo nella comunicazione di massa, sono sicuramente utili e perfino indispensabili per la diffusione di notizie e materiali, ma sembrano basarsi ancora sull’isolamento di una mano, un monitor un mouse una tastiera. Forse non dovrebbero sostituire lo scambio e l’incontro che si può realizzare di persona, fisicamente, magari intorno a un tavolo, bevendo insieme, ascoltando musica, guardando un film. Per poi parlare, però. Discutere. Scambiarsi opinioni, letture diverse, approfondimenti.

Peraltro, se esiste un desiderio “popolare” di riprendere in mano il filo ingarbugliato dei discorsi pubblici, siamo anche convinti che esistano delle competenze fra noi e intorno a noi che possiamo coinvolgere e utilizzare. Persone che sarebbero felici di essere presenti in uno spazio di riflessione collettiva, di essere coinvolte in una elaborazione culturale e però profondamente politica fondata sul sapere. Si potrebbe dire uno spazio di insegnamento e apprendimento, ma finalmente all’interno di una comunità che ricerca insieme e crea un tessuto di relazioni, riflessioni e sentimenti di cui avere cura. Con passione e gentilezza.

Avanziamo qui dei possibili esempi (solo semplici esempi) degli incontri e dei corsi tematici che potremmo organizzare come Fòrimercato.

1. La crisi economica che è iniziata nel 2008 e ha coinvolto tutto il mondo. È stata paragonata da alcune/i a quella del ‘29, e in ogni caso i suoi effetti non sembrano essersi esauriti.

(Si potrebbe partire dalla proiezione di un film di qualche anno fa, La grande scommessa. Poi il tema si potrebbe affrontare invitando economisti e storici disponibili a partecipare).

2. La nostra Costituzione, a partire dai lavori della Costituente, poi le diverse fasi della sua realizzazione – o non realizzazione. Insomma l’idea di democrazia costituzionale, a confronto con il tema, oggi cruciale, della democrazia illiberale come è stata definita nell’ambito dei nuovi sovranismi europei.

3. L’idea di Europa, da Ventotene a oggi. La difficoltà di costruire un demos europeo, una democrazia vissuta, nella subalternità culturale al neoliberismo e alla politica economica dei mercati finanziari.

4. L’immagine della donna nella letteratura italiana, dal dolce stil novo a oggi. Quasi un corso politico di letteratura d’amore. L’idea della bellezza, il sogno violento di una proprietà maschile sulle donne, il percorso di liberazione femminile nei ritratti e nelle vicende di alcuni grandi personaggi.

5. La crisi ambientale, emergenza di oggi nel nuovo protagonismo giovanile, e l’immagine della natura nella letteratura e nel cinema.

6. La storia del Novecento attraverso il cinema. Quasi tutto il secolo scorso si potrebbe raccontare attraverso i film: la nascita del movimento operaio, le due guerre mondiali, la crisi del ‘29, l’antisemitismo, il boom economico, il Sessantotto e gli anni Settanta. E molto altro. Le proiezioni ovviamente potrebbero essere introdotte e poi discusse, alla fine del film o in un momento successivo.

7. Il concetto di populismo , una della categorie politiche più problematiche della discussione pubblica attuale, dall’Argentina di Peron all’Europa di oggi. La frattura esistente fra popolo e sinistra, la sofferenza sociale e i suoi esiti politici attuali.

8. Le città, il turismo, l’arte e il senso di cittadinanza. Oltre i soggiorni airbnb, le mostre e i musei; oltre il calcolo dei biglietti che possono essere staccati dall’industria turistica, il significato per una comunità cittadina della propria storia e della propria identità culturale.

9. La ricerca scientifica, l’etica e la dimensione politica della conoscenza, nell’epoca della sfiducia diffusa nelle istituzioni e nel sapere. Dalla questione dei vaccini alla tematica del fine vita.

10. La storia della musica pop dagli anni Sessanta a oggi. Le rock star del Novecento come i poeti maledetti del secondo Ottocento. I testi e la musica come messaggio di protesta e ribellione giovanile. Le vite incasinate, tragicamente, di molti musicisti divenuti simboli e icone di un altro mondo, impossibile.

11. Un percorso di lettura comune di opere letterarie scelte collettivamente. Testi che possono essere letti insieme oppure letti individualmente ma poi commentati e analizzati insieme. Opere che possono riguardare Firenze – come i romanzi di Marco Vichi o Vanni Santoni o altre/i – oppure tematiche che sono ritenute vicine alle esperienze del gruppo di lettori. Ma anche testi scelti per il semplice piacere della lettura e della condivisione della lettura.

1 Commento

  1. Suggerisco una riflessione sull’adolescenza sul distacco e sulla mancanza di condivisione tra gli adulti significativi nel percorso di crescita dei soggetti in età evolutiva. Un distacco che si apre a forbice in una reciproca solitudine.

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