Pensierino dall’orto numero 2 zucche piene…e vote

Zucche piene….e vote

E’ verso la fine del mese di Aprile e l’inizio di Maggio che l’orto riprende piena vita e si piantano o seminano le verdure che saranno raccolte nella stagione estiva. Quindi, via con i pomodori, cetrioli, zucchine, melanzane, peperoni di tutti i tipi ecc. ecc. E’ proprio nel mentre mi accingevo a piantare delle piccole piantine di zucchine, di vario tipo, comperate immancabilmente alla Cooperativa di Legnaia, che l’amico Sergio (per chi non lo conoscesse è il mio compagno d’orto dalla veneranda età di 86 anni) si accorge di questo mio inizio di piantagione e con fare abbastanza deciso mi grida: “Altolà ma icche tu fai, un tu vorrai mica piantare codeste zucchine qui in questo orto?”. Io, confermata la volontà specifica del voler piantare quelle piantine, Sergio mi convoca alle sedie in fondo all’orto perchè mi dice che mi ha da parlare.
Mi metto a sedere, accendo il mezzo Toscano che ormai mi accompagna nella quotidianità e ascolto le sue parole: “Vedi te sei ancora inesperto e tu hai tanto da imparare, ora come hai visto io ho già seminato le zucchine, per la precisione ho seminato le costolute Fiorentine, che sono le meglio, se ora te tu mi pianti le tue che non so neanche di che razza siano tu me le imbastardisci tutte, perchè come sai le api volano di fiore in fiore e ibridano, così le zucche nasceranno tutte bastarde. I semi di zucca che ho piantato me li ha lasciati in eredità il mi poero babbo, sono quelli originali di quegli anni e io ne ho tenuto di conto e tutti gli anni li ho rifatti sani e puri come il mi babbo me li ha lasciati, il mi babbo m’ha lasciato solo quelli”. Sergio prosegue dicendo: “Ora hai solo due possibilità: o le tu piantine le vai a piantare almeno a 500 metri di distanza, oppure ti do io i semi, quelli del mi babbo e semini quelli”. Che dire: a me personalmente un m’è parso il vero di seminare la mitica costoluta fiorentina vergine e pura come quella di non meno di una ottantina di anni fa.

Nel mentre facevo le buche per seminare mi sono messo a riflettere e devo dire che ho ammirato quell’uomo, la sua filosofia di vita. Uno che tiene a serbo il seme di zucca lasciato dal su babbo come una cosa sacra, e tutti gli anni lascia fa crescere una zucca di un metro e mezzo bono e anche di più, per rifare il seme stando attento che non gli si imbastardisca: come fare a non riflettere su come siano cambiati i tempi? Anche a noi, soprattutto alla mia generazione i vecchi, i nostri nonni, i nostri babbi hanno lasciato qualcosa di valore, qualcosa di forte. Non solo gli ideali ma anche le conquiste sociali, le conquiste civili, l’importanza della lotta e della difesa dei principi del vivere nella solidarietà, che noi immancabilmente siamo riusciti a non difendere e farcele portare via, a fare imbastardire tutto, semi che oggi noi non abbiamo più, li abbiamo persi. Nel mentre facevo quelle buche mi è venuto un magone dentro di grande sofferenza morale e ho capito perchè Sergio vive nella sua tranquillità nella sua pacatezza, lui il suo dovere è certo di averlo fatto, la mia generazione no di certo. E’ proprio vero: anche dall’orto può scoccare la scintilla della rivoluzione!

Giancarlo Rosini

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