Costruiamo una rete, facciamola Fòrimercato

Il tempo presente è segnato da grossi e rapidi cambiamenti sociali. La società in cui noi viviamo non è più in grado di creare benessere, aspettative, futuro. L’individualismo, la competizione e il successo personale sono stati il grande mantra degli ultimi trent’anni e questo ha rotto le grandi costruzioni e istituzioni di solidarietà, di socialità e relazioni, che all’interno delle varie comunità sono state, nell’era moderna, strumento di inclusione, crescita e protagonismo sociale. Per le nuove generazioni specialmente, l’unica ancora di salvataggio è rappresentata dalla famiglia, al di fuori di essa spesso c’è il deserto.

Questa è la nostra sfida. Rigenerare su basi nuove quella rete di relazioni e socialità. Sappiamo benissimo che la costruzione che vogliamo intraprendere si pone in contrasto con il potere che ci vorrebbe tutti agenti isolati in balia del mercato. Merce tra le merci. Consumatori indebitati. Per questo dovremo dar vita a un vero e proprio contropotere, uguale di forza, ma contrario nella direzione, che ci faccia innanzitutto conoscere e riconoscere e che dimostri sul campo che la cooperazione, la solidarietà, la mutualità, l’uguaglianza, la sobrietà negli stili di vita e la partecipazione possono diventare le basi per dare vita ad un circuito integrato di pratiche, azioni e collaborazioni, in grado di generare relazioni e opportunità di vita e lavoro.

Andiamo per gradi però. Partiamo innanzitutto con il risolvere i problemi delle persone che più di tutti hanno sofferto questi cambiamenti. Gli emarginati, gli ultimi, i precari, i disoccupati, gli anziani. Affrontare i loro problemi, ma anche farli prendere coscienza che ogni ostacolo diviene più facile da superare se affrontato insieme. Facendo insieme si possono trovare soluzioni, si può costruire opportunità, si possono addirittura affrontare e risolvere i problemi della comunità e chissà, si può provare anche a cambiare lo stato di cose presente. Intanto iniziamo a camminare.

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